
Quando si parla di formazione finanziata, emerge quasi sempre la stessa scena: un imprenditore che alza le spalle dicendo "non fa per noi", un professionista che pensa che non esista nulla per la sua categoria, un ragazzo in cerca di lavoro che pensa che essendo ‘gratis’ non vale nulla, un responsabile HR che rinuncia in partenza pensando alla burocrazia.
Invece, dietro la formazione finanziata c’è una realtà ben diversa da come viene percepita: difatti solo in Italia sfrutta ogni anno centinaia di milioni di euro distribuiti tramite fondi interprofessionali, bandi regionali, programmi europei e strumenti dedicati ai lavoratori in somministrazione. Una ricchezza di opportunità che, secondo i dati di Fondimpresa e degli altri principali fondi, resta in parte inutilizzata proprio perché frenata da convinzioni errate. Difatti, è bastato chiedere a un campione di HR e imprenditori perché non accedono ai fondi disponibili per scoprire che, nella maggior parte dei casi, la risposta ruota attorno a stereotipi ormai superati.
E’ bene quindi provare a sfatare quelli che sono i flasi miti più diffusi sulla formazione finanziata, raccontando come stanno davvero le cose e offrendo una fotografia più realistica degli strumenti a disposizione oggi.
Si tratta probabilmente della convinzione più radicata. Molti immaginano che i corsi finanziati siano riservati a chi è fuori dal mercato del lavoro e che, una volta trovata un'occupazione, non esista più alcuna opportunità. In realtà le cose stanno in modo molto diverso.
Esistono fondi specifici per i lavoratori dipendenti (come i Fondi Interprofessionali, tra cui Fondimpresa, Fondirigenti, Fondoprofessioni), strumenti pensati per i lavoratori in somministrazione (Forma.Temp), percorsi dedicati alle aziende che vogliono formare il proprio personale, e bandi regionali rivolti a liberi professionisti e partite IVA. A tal proposito, il ventaglio di destinatari è oggi molto più ampio di quanto si creda, e copre praticamente ogni categoria professionale.
Un'altra convinzione diffusa è che, quando qualcosa è gratuito, o percepito come tale, lo sia per un motivo: minor valore, docenti meno qualificati, contenuti superati. Questa percezione nasce probabilmente dall'equivalenza mentale tra prezzo e qualità, che nel caso della formazione finanziata non regge.
Più nel dettaglio, gli enti che erogano corsi finanziati sono sottoposti a standard qualitativi molto rigorosi. Devono essere accreditati dalle Regioni, rispettare criteri definiti dai fondi erogatori e documentare i risultati formativi con procedure certificate. In molti casi, gli stessi corsi offerti a catalogo a pagamento rientrano anche nei percorsi finanziabili: è il meccanismo di finanziamento a cambiare, non la qualità della formazione. I docenti sono gli stessi, le metodologie pure, e spesso anche il rilascio di certificazioni ufficiali riconosciute a livello nazionale e internazionale.
Tra gli imprenditori di piccole e medie imprese è ancora diffusa l'idea che la formazione finanziata sia un territorio riservato ai grandi gruppi, con uffici HR strutturati e risorse dedicate alla gestione delle pratiche. Una convinzione che nasce dall'esperienza concreta: effettivamente, le grandi aziende storicamente accedono più facilmente ai fondi perché dispongono di competenze interne per farlo.
Ecco perché è importante sapere che, negli ultimi anni, molti strumenti sono stati ripensati proprio per favorire l'accesso delle PMI. Il bando Formazione Continua della Regione Lombardia, ad esempio, prevede voucher formativi accessibili sia alle imprese di qualsiasi dimensione sia ai lavoratori autonomi. I Fondi Interprofessionali, a loro volta, permettono di aderire anche con una sola persona formata, senza soglie minime di dipendenti. In sostanza, oggi una micro-impresa con due o tre collaboratori ha strumenti concreti per finanziare la crescita delle competenze del proprio team.
Questo è forse il mito che blocca più persone. L'idea di dover affrontare moduli complessi, scadenze rigide e rendicontazioni minuziose scoraggia in partenza anche chi avrebbe tutte le carte in regola per accedere ai fondi.
È vero che la formazione finanziata prevede una procedura strutturata, ma la buona notizia è che non è il destinatario a doversi occupare di tutto. Gli enti formativi accreditati, come Howay, si occupano della gestione amministrativa delle pratiche: dalla consulenza iniziale per individuare il bando più adatto, alla progettazione del piano, fino alla rendicontazione finale. Il professionista o l'azienda, in pratica, deve solo indicare le proprie esigenze formative e firmare i documenti richiesti. La complessità c'è, ma resta in larga parte sulle spalle di chi gestisce il finanziamento, non di chi ne beneficia.
Un altro pregiudizio riguarda il riconoscimento delle competenze acquisite. Molti pensano che, non pagando il corso, l'attestato ottenuto abbia un valore "ridotto" o venga percepito come meno autorevole sul mercato del lavoro.
In realtà la maggior parte dei corsi finanziati rilascia certificazioni identiche a quelle dei corsi a pagamento. Quando si tratta di formazione obbligatoria sulla sicurezza, ad esempio, gli attestati hanno pieno valore legale ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Nei corsi di aggiornamento professionale, i partecipanti ricevono certificazioni riconosciute dagli enti accreditati e, in molti casi, anche Open Badge digitali riconosciuti a livello internazionale, che attestano in modo trasparente le competenze acquisite e possono essere inseriti in CV e profili LinkedIn.
Un ultimo pregiudizio molto diffuso è che i fondi servano solo per corsi obbligatori sulla sicurezza o per competenze puramente tecniche, escludendo tutto ciò che riguarda lo sviluppo personale, le soft skills o la leadership.
La realtà è l'opposto: i cataloghi dei corsi finanziabili sono oggi estremamente ampi e includono aree come l'intelligenza emotiva, la gestione del cambiamento, la leadership, il project management, la comunicazione efficace, il benessere organizzativo, le competenze digitali e l'intelligenza artificiale applicata al lavoro. Una persona che vuole riqualificarsi o una PMI che vuole far crescere i propri manager può trovare percorsi finanziati praticamente in ogni ambito strategico per il mercato del lavoro attuale.
Noi di Howay, in qualità di ente formativo del gruppo W Group, accompagniamo aziende, professionisti e privati in tutte le fasi dell'accesso alla formazione finanziata. Lavoriamo con Fondi Interprofessionali, bandi regionali, Forma.Temp e programmi cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo Plus, offrendo un catalogo ampio che spazia dalle competenze tecniche fino allo sviluppo delle soft skills.
Il nostro supporto parte dalla consulenza iniziale per individuare il canale di finanziamento più adatto, prosegue con la progettazione del piano formativo, si traduce nell'erogazione dei corsi e si chiude con la rendicontazione finale. Un pacchetto completo pensato per trasformare la formazione finanziata da tema complicato a opportunità concreta.
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