
Qualsiasi azienda che desideri perdurare nel tempo non può trascurare il valore della formazione dei propri dipendenti, che rappresentano un elemento essenziale all’interno del processo produttivo e contribuiscono in modo diretto alla crescita del business.
La motivazione è piuttosto evidente se ci fermiamo a osservare il contesto in cui operiamo: qualunque sia il settore di riferimento, i cambiamenti sono sempre più rapidi e profondi. Ciò che fino a poco tempo fa funzionava e garantiva risultati soddisfacenti, oggi rischia di diventare rapidamente obsoleto, superato da nuove tecnologie, approcci organizzativi e aspettative sempre più evolute da parte del mercato.
Ignorare questi cambiamenti o rimandare il momento in cui affrontarli non è una strategia efficace nel lungo periodo. All’inizio può sembrare una scelta sostenibile, ma con il tempo il divario rispetto ai competitor si amplia, rendendo sempre più difficile recuperare terreno e mantenere una posizione competitiva.
Ecco perché la formazione aziendale non è un’opzione accessoria, ma una strategia che permette all’azienda di restare al passo con l’evoluzione del proprio settore e di valorizzare le competenze interne.
Howay è qui per spiegarti come la tua azienda può fare formazione ai dipendenti, anche attraverso strumenti di finanziamento che consentono di ottimizzare le risorse disponibili, offrendo un supporto completo che va dalla scelta del bando giusto alla progettazione dei percorsi formativi.
Quando parliamo di formazione aziendale, il primo passo è capire quale strada intraprendere: corsi privati o formazione finanziata? Si tratta di due modalità diverse, ciascuna con caratteristiche specifiche, che possono essere scelte in base agli obiettivi, al budget e alle tempistiche dell’azienda, come abbiamo chiarito in un precedente contenuto.
La formazione privata è la soluzione più immediata: consente di scegliere liberamente contenuti, argomenti e modalità di erogazione, senza dover rispettare vincoli burocratici. È ideale se la tua azienda ha bisogno di intervenire rapidamente su competenze specifiche o desidera costruire percorsi su misura in tempi brevi.
La formazione finanziata, invece, permette di accedere a corsi coperti, in tutto o in parte, da fondi pubblici o interprofessionali. In questo caso è necessario rispettare determinati requisiti e seguire un iter più strutturato, ma il vantaggio è facilmente intuibile: ridurre l’impatto economico della formazione sul bilancio aziendale.
Come scegliere, quindi? Non esiste una risposta univoca. In alcuni casi può essere utile optare per la formazione privata, ad esempio quando serve rapidità o massima personalizzazione. In altri, la formazione finanziata rappresenta un’opportunità strategica per pianificare percorsi più ampi nel tempo, ottimizzando le risorse disponibili.
Qualunque sia la tua scelta o necessità, Howay si propone come partner ideale: da un lato offriamo pacchetti formativi aggiornati e pensati per diverse figure aziendali, dai Manager ai Project Manager, fino alle Risorse Umane e ai dipendenti, dall’altro affianchiamo le aziende nell’accesso alla formazione finanziata, occupandoci di ogni fase del processo, dalla scelta del bando alla rendicontazione finale.
Capire quando avviare un percorso di formazione è altrettanto importante quanto scegliere il tipo di corso. La formazione aziendale non dovrebbe essere un’attività occasionale, ma un processo continuo, che accompagna le diverse fasi della vita professionale dei dipendenti.
Uno dei momenti più rilevanti è l’onboarding aziendale, ovvero l’ingresso di una nuova risorsa in azienda. In questa fase, la formazione aiuta a trasmettere competenze operative, valori aziendali e modalità di lavoro, facilitando l’inserimento e riducendo i tempi di adattamento. Secondo uno studio pubblicato da Harvard Business Review, un onboarding fatto bene può aumentare fino al 50% la retention dei neoassunti, con un aumento della produzione del 62%!
Un altro contesto è quello dell’apprendistato professionalizzante, in cui la formazione rappresenta una componente essenziale del percorso di crescita del lavoratore. A questo si aggiungono tutte le situazioni legate all’aggiornamento delle competenze, soprattutto nei settori tecnici, dove le conoscenze diventano rapidamente obsolete e richiedono un costante aggiornamento (upskilling). Prendiamo, per esempio, i corsi di aggiornamento sulla figura del saldatore, per acquisire certificazioni riconosciute.
La formazione diventa fondamentale anche nei percorsi di reskilling, quando un dipendente cambia mansione o viene promosso a un ruolo diverso, e ha bisogno di acquisire nuove competenze per affrontare responsabilità differenti, soprattutto quando il passaggio avviene in verticale.
Infine, non va trascurato lo sviluppo delle soft skills, spesso sottovalutate ma sempre più richieste, soprattutto in ruoli legati alla gestione delle persone, come le Risorse Umane. Comunicazione, leadership, gestione dei conflitti e capacità di adattamento sono elementi che incidono direttamente sull’efficacia del lavoro e sul clima aziendale.
Organizzare la formazione aziendale richiede metodo e visione. Proporre corsi senza un criterio preciso rischia di trasformare un investimento potenzialmente utile in una perdita di tempo e risorse, senza benefici tangibili per l’azienda o per i dipendenti. Non solo, questi ultimi potrebbero sentirsi anche meno motivati e collaborativi nel parteciparvi, in quanto non è chiaro il valore formativo.
Il primo passo, dunque, consiste nell’individuare le reali lacune e bisogni, attraverso strumenti come test, osservazione sul lavoro, colloqui e raccolta di feedback. A partire da queste informazioni è possibile mappare i bisogni formativi in modo più strutturato, tenendo conto dei diversi ruoli, dei reparti e degli obiettivi aziendali.
È importante anche distinguere tra formazione obbligatoria, legata ad esempio alla sicurezza o a certificazioni specifiche, e formazione opzionale, più orientata allo sviluppo delle competenze. Successivamente, occorre scegliere le modalità di erogazione più adatte: in presenza, online, on demand oppure in forma ibrida. È chiaro che la forma virtuale risulta la più comoda per tutti i dipendenti, in quanto i programmi possono essere seguiti ovunque, collegandosi attraverso un dispositivo.
Un altro aspetto da considerare è la possibilità di accedere a bandi pubblici che possano finanziare i percorsi formativi, riducendo i costi per l’azienda. Una volta definiti questi elementi, è necessario selezionare l’ente erogatore, monitorare l’andamento dei corsi e tracciare i risultati, raccogliendo feedback e valutando le competenze acquisite. A proposito di come funziona la formazione finanziata, ricordiamo che abbiamo dedicato una guida completa al riguardo, che ti invitiamo a consultare.
Come puoi constatare, si tratta di un processo articolato, che richiede tempo, attenzione e competenze specifiche, con il rischio di commettere errori. Per questo motivo, affidarsi ad un partner come Howay permette di gestire ogni fase in modo più sereno ed efficace: dall’analisi dei bisogni alla progettazione dei percorsi, fino all’organizzazione e al monitoraggio delle attività, garantendo una formazione realmente utile e allineata agli obiettivi aziendali.
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